Cani malati di Cancro, cosa succede?

27 January 2020 - Pet Lover

Secondo una ricerca condotta su un campione di amici a quattro zampe appartenenti alla razza Retriever, si è arrivati a stabilire un netto calo della durata di vita media di un cane. Le possibili cause sono da rintracciare nella natura di quelle patologie alle quali può andare incontro l’amico fedele con l’andare avanti dell’età. Tra le plausibili cause di morte “precoce”, trova un fondamento importante il cancro, visto come un vero e proprio fardello per almeno il 50% dei cani domestici su scala mondiale. Come chiarito dalla piattaforma ioamoglianimali, un’alta percentuale di quadrupedi viene a mancare tra il nono e l’undicesimo anno di età a causa di tumore, talvolta aggressivo e pronto ad esercitare un’influenza negativa sulla fisiologia dell’organismo.

La giovane età dei cani malati di cancro

I cani malati di cancro si trovano a far fronte a questa malattia anche in tenera età. Sono sempre più numerosi i veterinari pronti a difendere tale ipotesi, purtroppo più che fondata su basi medico-scientifiche. Secondo gli ultimi approfondimenti condotti su un campione di dieci cani, si è scoperto che almeno 5 di questi siano maggiormente predisposti a sviluppare cellule cancerose a causa di uno squilibrio organico dovuto ad una cattiva alimentazione. Più che un fatto genetico (che rappresenta soltanto il 10% delle cause di morte precoce dell’animale), esiste ed è reale una condizione sistemica, da ricercare nello stile di vita e quindi nella dieta alimentare dell’amico fedele. Più del 40% degli studi condotti su base mondiale, inoltre, confermano una diretta correlazione tra l’insorgenza delle masse cancerose e una cattiva funzione del sistema linfatico, dovuta ad un apporto non equilibrato di cibi e principi nutritivi costituenti un adeguato regime alimentare.

Lo sport e le nuove abitudini alimentari

Al fine di ridurre drasticamente la percentuale di cani malati di cancro presenti sul pianeta, gli esperti di cinofilia convergono positivamente nell’ipotesi di avvicinare l’animale allo sport e di valutare la sperimentazione graduale e costante di nuove abitudini alimentari. Non è mai troppo tardi per farlo: il cane si adegua in maniera automatica a ciò che il padrone decide di introdurre ogni giorno nella dieta alimentare. Il semplice fatto di abbinare al cibo industriale (quindi crocchette e pranzetti preparati) un adeguato apporto di verdure riduce, infine, il rischio di contrarre il cancro di oltre l’80% rispetto ad un animale a quattro zampe che mangia solo ed esclusivamente cibo secco e confezionato.

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